Riforma III delle imprese. Per le startup e i posti di lavoro!

Non ci sono dubbi sul fatto che quella per la quale andremo a votare il prossimo 12 febbraio è una delle votazioni più importanti degli ultimi anni. Un tema molto complesso, ma altrettanto decisivo per le sue implicazioni e per il futuro del nostro Paese.

Si tratta di decidere se vogliamo mantenere i nostri impieghi e il nostro benessere così come li conosciamo oggi, nonché di rafforzare il settore industriale e gli investimenti nella ricerca e sviluppo.
Il sì permetterà inoltre di rispettare le norme internazionali alle quali la Svizzera ha dovuto aderire. Si dovranno abolire i privilegi fiscali delle imprese che oggi ne beneficiano e ridurre le aliquote di quelle che non ne hanno diritto, proponendone una unica per tutte le persone giuridiche a livello dei singoli Cantoni. Si tratta di una riforma equilibrata e ampiamente condivisa da tutti i settori economici, dalla politica e dagli stessi cantoni.

Le multinazionali presenti sul nostro territorio investono milioni direttamente e generano indirettamente degli effetti che permettono l’esistenza di molte PMI e l’attività di professionisti specializzati.
Anche per chi vuole lanciarsi in un’impresa o avviare una startup è importante avere poche, ma valide certezze: tra queste, la presenza di importanti gruppi che credono e investono nella ricerca e sviluppo, per instaurare collaborazioni e per crescere e svilupparsi. Chi fa o vuole fare impresa sa che, tra i numerosi ostacoli, vi è la necessità di ottenere capitali per far fronte alle spese d’avvio. Oggi vi sono poche alternative: rari i venture capitalist, poche ed estremamente selettive le fondazioni dedicate. O ci si arrangia con i propri risparmi, o ci si indebita. Ma con il sì potrebbero esserci degli sviluppi interessanti.

Il pacchetto che il Governo ticinese vorrebbe introdurre prevede, infatti, agevolazioni per chi investe nelle neoimprese ad alto valore aggiunto e tecnologico. Il Tecnopolo Ticino, e le sue due sedi di Chiasso e Manno nelle quali sono insediate le più promettenti startup del nostro territorio, tra poco si vedrà arricchito delle future sedi di Lugano e Bellinzona, per il ramo medicale e il biotech. Questa espansione sta già avendo un’eco internazionale e suscita parecchio interesse da parte di potenziali investitori. Con un sì alla riforma, di questi potenziali investitori ve ne potrebbero essere molti di più, soprattutto persone giuridiche, e con essi molti più capitali investiti sul nostro territorio.

Con la riforma, l’auspicio è che si intensifichino le relazioni tra le imprese internazionali e le startup del territorio, coinvolgendo sempre di più anche i centri d’eccellenza di SUPSI e USI. Ma se le imprese che oggi beneficiano di uno statuto a regime agevolato dovessero lasciare la Svizzera, non solo a soffrirne sarebbero la costellazione di PMI e di professionisti sul territorio con cui quelle imprese già collaborano e mantengono una ricca rete di interscambi, ma sarebbero soprattutto i collaboratori di queste imprese e le loro famiglie a rimetterci i posti di lavoro. Uno scenario concreto, se il prossimo 12 febbraio dovesse passare il no.

Per queste ragioni, ma soprattutto al fine di creare nuovi posti di lavoro e per mantenerci ai vertici dell’innovazione mondiale, non vi sono dubbi: si deve votare sì alla riforma fiscale!

Opinione sul Corriere del Ticino del 09.02.2017 (pdf).